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Tassa di soggiorno 2026: guida completa per hotel e B&B — calcolo, esenzioni e dichiarazione
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Tassa di soggiorno 2026: guida completa per hotel e B&B — calcolo, esenzioni e dichiarazione

Cos'è la tassa di soggiorno, come si calcola, chi ne è esente, i nuovi importi massimi 2026 e come effettuare la dichiarazione annuale al MEF. Con la guida su come Hotely automatizza tutto.

Pochi adempimenti nel mondo dell'ospitalità italiana generano altrettanta confusione quanto la tassa di soggiorno. C'è chi la chiama imposta di soggiorno, chi contributo di soggiorno. C'è chi pensa valga solo per Roma e Venezia. C'è chi non sa come funziona la dichiarazione annuale al MEF. E c'è chi — ogni mese — fa il calcolo manualmente su un foglio Excel.

Questa guida chiarisce tutto: cos'è, chi la deve applicare, come si calcola correttamente, chi è esente, come si versa e come funziona la dichiarazione annuale. Con un capitolo dedicato a come Hotely gestisce tutto automaticamente per ogni prenotazione.

Cos'è la tassa di soggiorno

La tassa di soggiorno (tecnicamente "imposta di soggiorno") è un tributo locale che i Comuni italiani possono istituire ai sensi del D.Lgs. 23/2011 art. 4. Viene pagata dall'ospite che pernotta nella struttura. La struttura è responsabile della riscossione per conto del Comune e del successivo versamento.

Non tutti i Comuni l'hanno istituita. Al 2026, circa 1.400 Comuni su 7.900 hanno deliberato la tassa — una minoranza, ma che include praticamente tutte le principali destinazioni turistiche italiane. Se la tua struttura si trova in un Comune che l'ha istituita, sei obbligato ad applicarla.

Attenzione: la tassa di soggiorno non è IVA, non è una service fee e non è la tassa regionale di soggiorno (che in Italia non esiste più). È un tributo locale, a favore del Comune, con regole specifiche per ogni Comune.

I nuovi importi massimi 2026

La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) ha alzato significativamente i tetti massimi dell'imposta, in vigore dall'1 gennaio 2026:

Tipo di ComuneImporto massimo per persona per notte
Comuni capoluogo di Città Metropolitana e comuni ad alta tensione abitativafino a € 7,00
Città d'arte e siti UNESCOfino a € 10,00
Comuni che ospitano eventi Olimpici/Paralimpici Milano-Cortina 2026fino a € 12,00 (+€ 5,00 rispetto al massimale standard)
Altri Comuni con tassa di soggiornofino a € 5,00

Ogni Comune delibera il proprio importo specifico entro il massimale di legge. Le tariffe variano anche in base alla categoria della struttura: un hotel 5 stelle a Roma paga di più rispetto a un B&B nella stessa città. Verifica sempre le delibere del tuo Comune per l'anno in corso.

Chi è esente dalla tassa di soggiorno

Le esenzioni variano Comune per Comune, ma le più diffuse — presenti nella grande maggioranza dei regolamenti comunali — sono:

  • Bambini sotto una certa età — tipicamente sotto i 10 o 14 anni, dipende dal Comune
  • Residenti nel Comune — gli ospiti residenti nel Comune dove si trova la struttura sono generalmente esenti
  • Forze dell'ordine e militari — quando soggiornano per ragioni di servizio
  • Persone con disabilità e loro accompagnatori — spesso esenti entrambi, con certificazione legge 104
  • Pazienti e accompagnatori — in cure presso strutture sanitarie
  • Autisti di pullman turistici — in molti Comuni esenti se il pullman è nella struttura
  • Capigruppo turistici — in alcuni Comuni esenti uno ogni tot componenti del gruppo
  • Lavoratori stagionali — in alcuni Comuni per soggiorni continuativi legati al lavoro

Chi verifica le esenzioni sei tu. L'ospite può dichiarare di avere diritto all'esenzione, ma la struttura è responsabile di verificare la documentazione (certificato legge 104, ordine di servizio, carta d'identità per residenza) prima di applicarla.

Come si calcola la tassa

Il calcolo più comune è per persona per notte, con un limite massimo di notti applicabili (tipicamente 5-7 notti consecutive — oltre quella soglia l'ospite non paga più). Un esempio:

Struttura a Roma, categoria 4 stelle, tariffa € 5,00 per persona per notte, soggiorno massimo 10 notti ma tassa applicabile solo sulle prime 7.

Prenotazione: 2 adulti, 1 bambino di 8 anni (esente), 9 notti.

Calcolo: 2 adulti × 7 notti × € 5,00 = € 70,00

Le ultime 2 notti non vengono tassate. Il bambino è esente.

Se la tariffa del Comune cambia a metà soggiorno (es. delibera di aumento al 1° aprile, prenotazione dal 29 marzo al 5 aprile), il calcolo si spezza: le prime 3 notti alla tariffa vecchia, le successive alla nuova.

Questi calcoli sembrano semplici ma su centinaia di prenotazioni all'anno — con ospiti di nazionalità diverse, bambini, possibili esenzioni — diventano rapidamente fonte di errori.

Come si versa la tassa al Comune

Una volta incassata la tassa dagli ospiti, la struttura deve versarla al Comune secondo le scadenze previste dal regolamento locale. Le modalità più comuni:

Tramite F24 — il Comune più usato è il codice tributo 3936 (tassa di soggiorno) o i codici specifici del Comune (es. 3937, 3938). L'F24 si compila con il codice catastale del Comune e si versa tramite home banking o sportello fisico.

Tramite portale comunale — alcuni Comuni hanno portali dedicati (es. Roma Capitale, Milano) dove la struttura carica periodicamente un file con i dati dei soggiorni. Il pagamento avviene tramite PagoPA o bonifico al tesoriere comunale.

Le scadenze variano: alcuni Comuni richiedono il versamento mensile, altri trimestrale, altri semestrale. Verifica il regolamento del tuo Comune — spesso disponibile sul sito istituzionale nella sezione "Imposta di soggiorno".

La dichiarazione annuale al MEF (entro il 30 giugno)

Oltre ai versamenti periodici al Comune, esiste un adempimento meno noto ma obbligatorio: la dichiarazione annuale telematica al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Va trasmessa entro il 30 giugno dell'anno successivo all'anno di riferimento.

Il modello si chiama SOG00 e le specifiche tecniche sono pubblicate dal MEF. La dichiarazione va caricata sull'area riservata del portale dell'Agenzia delle Entrate tramite SPID o CIE.

Molti gestori non sanno di questo obbligo. Eppure le sanzioni per omessa dichiarazione esistono — e dal 2023 i controlli sono diventati più sistematici, grazie alla digitalizzazione dei dati provenienti dai portali comunali.

Come Hotely gestisce la tassa di soggiorno

Nessun calcolo manuale

Hotely mantiene un archivio dei Comuni italiani con tassa di soggiorno istituita e le relative tariffe. Per i circa 60 Comuni più importanti (Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Torino, Bologna e le principali destinazioni turistiche) le tariffe sono pre-validate dal team Hotely sulla base delle delibere ufficiali — aggiornate ogni volta che il Comune modifica le proprie tariffe.

Per il tuo Comune, cerchi il nome o il codice catastale, selezioni le tariffe dalla delibera locale e il sistema le applica automaticamente a ogni prenotazione. Calcolo per persona per notte, con gestione automatica del limite massimo di notti, esenzione bambini per età e separazione per notti su tariffe diverse.

Visibile all'ospite prima del pagamento

La tassa di soggiorno viene mostrata all'ospite nel riepilogo finale della prenotazione, prima del pagamento. È un obbligo europeo (prezzo all-inclusive), ma è anche una buona pratica: gli ospiti che la scoprono solo al check-in sono ospiti scontenti. Con Hotely, l'importo è trasparente dall'inizio.

Separata dalla commissione Hotely

La tassa di soggiorno incassata non è ricavo della struttura — è un tributo che la struttura raccoglie per il Comune. Hotely la esclude dalla base di calcolo della commissione dell'1,5%. Paghi la commissione solo sul ricavo effettivo, non sulla tassa.

F24 precompilato e file per i portali comunali

Quando devi versare, non devi calcolare nulla: Hotely genera il modello F24 già compilato con il codice tributo corretto e il codice catastale del tuo Comune, in formato PDF e in formato dati per l'home banking.

Per i Comuni che usano portali propri (Roma Capitale, Milano, Firenze, Venezia, Napoli, Torino, Bologna), Hotely genera il file nel formato specifico richiesto dal portale — non un generico CSV, ma il file esatto che il portale accetta senza modifiche.

File SOG00 per la dichiarazione annuale al MEF

Hotely genera il file SOG00 nel formato ufficiale MEF, pronto da caricare sull'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno. I dati vengono aggregati dall'archivio delle dichiarazioni dell'anno — non devi ricostruire nulla.

Le domande più frequenti

Il mio Comune non ha la tassa di soggiorno — devo fare qualcosa? No. Se il Comune dove si trova la struttura non ha deliberato l'istituzione della tassa, non c'è nulla da applicare né da versare.

Chi decide l'importo della tassa? Il Comune, con una delibera del Consiglio Comunale, entro i massimali fissati dalla legge nazionale. Le tariffe variano da Comune a Comune e possono cambiare da un anno all'altro — verifica sempre la delibera aggiornata.

L'ospite può rifiutarsi di pagare la tassa di soggiorno? No. È un obbligo di legge per chi pernotta. La struttura è obbligata a riscuoterla e a versarla al Comune. Se l'ospite dovesse rifiutarsi, è comunque responsabilità della struttura versare l'importo.

Cosa succede se sbaglio il calcolo? La struttura risponde del versamento corretto. Se incassi meno del dovuto, versi comunque la cifra corretta al Comune. Se incassi di più, devi rimborsare l'eccedenza all'ospite. Gli errori sistematici possono portare a contestazioni da parte del Comune in sede di verifica.

Posso escludere la tassa di soggiorno dal prezzo visualizzato sul booking? No, dall'entrata in vigore della normativa europea sul prezzo all-inclusive, il totale mostrato al consumatore deve includere tutte le imposte note al momento della prenotazione — inclusa la tassa di soggiorno.


La documentazione tecnica completa è disponibile nella guida Hotely sulla tassa di soggiorno.

Per attivare la gestione automatica della tassa di soggiorno nella tua struttura, accedi alla dashboard o contattaci per una demo — la configurazione per la maggior parte dei Comuni richiede meno di dieci minuti.


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